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GIOVANI PDL SICILIA:  "IL NOSTRO EROE NON E' MANGANO MA PAOLO BORSELLINO"


Politica

Non tutto il Pdl si stringe intorno a Marcello dell'Utri. Controcorrente i giovani siciliani. A CNRmedia il presidente dei Giovani del Pdl Sicilia attacca: "Mangano rimane comunque un mafioso. Noi vorremmo sentire da Marcello Dell'Utri che il suo eroe è Paolo Borsellino". Della stessa opinione il deputato finiano PdL Granata: "Rispetto le sentenze della magistratura".


"Vittorio Mangano rimane comunque un mafioso, un uomo condannato per mafia. I giovani siciliani del Pdl dicono che il loro eroe è Paolo Borsellino e in questo vogliamo marcare una differenza". Non usa mezzi termini il presidente dei Giovani del PdL Sicilia Mauro La Mantia nel commentare ai microfoni di CNRmedia quanto detto da Marcello Dell'Utri dopo la condanna a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa.

"Vittorio Mangano è un mio eroe" ha detto, riferendosi allo stalliere di Arcore, condannato per omicidio e legato a Cosa Nostra. "Noi vorremmo sentire da Marcello Dell'Utri  - spiega La Mantia - che il suo eroe è Paolo Borsellino. Se vuole dimostrare la sua innocenza, e avrà per questo un altro grado di giudizio, deve richiamarsi a questi valori, non a Mangano o altre persone del genere".  

In una nota i giovani siciliani del PdL spiegano che "Oggi piu' che mai sentiamo l'esigenza di avviare una profonda riflessione all'interno del partito dopo questa condanna che, seppur ridotta e non definitiva, rimane gravissima soprattutto per un uomo impegnato in politica". Una provocazione cui segue un duro attacco a chi difende Dell'Utri, anche nel PdL.

"Non ci uniremo al solito coro di solidarieta' gia' tristemente visto negli anni scorsi per i politici condannati. Il nostro movimento giovanile non puo' rimanere in silenzio davanti a fatti che minano la credibilita' di un intero partito". Per queste ragioni chiedono "l'espulsione dal partito dei condannati per reati di mafia".

"Riteniamo che il Popolo della liberta' debba accogliere la proposta del ministro Giorgia Meloni sulla introduzione nello statuto del PdL di una norma che preveda il no alla ricandidatura vita natural durante e l'espulsione per chi e' stato condannato in via definitiva per corruzione e mafia".

Della stessa opinione il deputato finiano del PdL Fabio Granata, che dice "Rispetto le sentenze della magistratura e la presunzione di innocenza è comunque valida fino alla Cassazione. Non mi piace, però, questo sport nazionale di commento di solidarietà o festeggiamento per un uomo politico importante che è stato condannato". "Il collegio che lo ha giudicato è equilibrato e certamente garantista, quindi attendo di leggere le motivazioni della sentenza. L'unica valutazione politica che va fatta è che Vittorio Mangano non è stato un eroe, ma un mafioso condannato".

CNRmedia - 29/06/2010




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