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"NEI LOCALI VIP CONSUMATORI DA CURARE, MORGAN FACEVA L'APOLOGIA DELLA DROGA"


Cronaca

Operazione della polizia contro lo spaccio nei locali-culto di Milano. La coca veniva servita ai tavoli insieme allo champagne. Cinque gli arresti e 19 gli indagati. Per il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi però questo caso non presenta analogie con quello di Morgan, che ha "propagandato" l'uso della droga.


La cocaina servita ai tavoli, insieme a fiumi di champagne che scorrevano nei privè dei locali tra i più esclusivi di Milano. Più che un’usanza, il consumo di droga all’interno della discoteca Hollywood di Corso Como e del locale The Club di Largo La Foppa secondo gli investigatori era un vero e proprio "sistema". Così lo hanno definito gli uomini della Squadra Mobile di Milano. Così, il Gip del Tribunale di Milano ha emesso un’ordinanza di misura cautelare nei confronti di 5 persone: 3 di loro - Davide Guglielmini,  Alberto Baldaccini e Andrea Gallesi - sono collegate alla proprietà delle due note discoteche milanesi.

Le indagini, avviate nel maggio del 2007, si sono sviluppate anche in un secondo filone che ha documentato episodi di concussione, corruzione e falso materiale commessi dal  funzionario comunale
Aldo Centonsi e Rodolfo Citterio, componente della commissione di vigilanza del Comune di Milano e presidente del Sindacato italiano dei locali da ballo.

Nell'inchiesta sarebbero coinvolti anche alcuni vip e volti noti della televisione. Un caso molto diverso da quello di Morgan, che dopo aver ammesso di aver fatto uso di crack è stato obbligato alasciare il piccolo schermo, precisa però il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi a CNRmedia. Quando scoppiò lo scandalo sull'ex cantante dei Bluvertigo, Giovanardi chiese energicamente l'allontanamento del cantante.

"Il caso Morgan nasce dal fatto che il cantante è andato in tv ad incitare i giovani ad usare la cocaina, sostenendo che aveva delle proprietà terapeutiche: è il caso di chi ha usato i media per propagandare in qualche modo l'uso della droga. Non corrisponde alla situazione di chi è vittima della droga", ha detto Giovanardi a CNRmedia.

"E' chiaro che se in quei locali viene fornita droga in quella maniera - prosegue il Sottosegretario -  la prima cosa che gli inquirenti devono fare è perseguire penalmente per spaccio coloro he forniscono queste sostanze. Nel nostro ordinamento è noto che il consumatore non può essere penalmente perseguito, ma sicuramente gli possono essere applicate sanzioni amministrative, come il ritiro della patente o del passaporto e sono cose che gli inquirenti devono fare".

Secondo Giovanardi però ci sono differenze notevoli tra questa vicenda e quella che vide coinvolto il cantante Morgan: "Sono due fattispecie totalmente diverse: un conto è avere un problema, una malattia o un vizio, cioè essere succubi della droga, quindi essere in una situazione di dipendenza, e un'altro è essere promotori, divulgatori dell'uso della droga - conclude  Giovanardi - .Da una parte abbiamo una persona che va aiutata, mentre dall'altra qualcuno che assume atteggiamenti che rischiano diffondere il problema".

CNRmedia - 26/07/2010




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