Cronaca
Retribuzioni in aumento del 2,5% annuo a giugno. Lo dice l'Istat. L'accelerazione più marcata nei settori dell'alimentazione, tlc, energia. Quasi 5 milioni di lavoratori, però aspettano il rinnovo del contratto. A CNRmedia l'economista Giacomo Vaciago dice: "Per i dipendenti il peggio è passato ma cresce il divario con i precari".
Alla fine di giugno 2010 l'indice delle retribuzioni contrattuali orarie per i lavoratori dipendenti è aumentato dello 0,1% rispetto al mese precedente e del 2,5 % rispetto a giugno 2009. La crescita registrata nel periodo gennaio-giugno 2010, rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente, è del 2,3 %.
I settori che crescono di più sono alimentari, bevande e tabacco (+5,2%), telecomunicazioni (+4,5%), energia e petroli (+4,4%), regioni e autonomie locali e servizio sanitario nazionale (entrambi a +4%), estrazioni minerali e commercio (entrambi a +3,9%). Gli incrementi minori si osservano, invece, per ministeri, scuola, forze dell'ordine e militari-difesa.
A giugno sono stati rinnovati i contratti nazionali nei settori calzature e pelli e cuoio. Alla fine di giugno risultano, quindi, in vigore 39 contratti collettivi, che regolano il trattamento economico di circa 8,4 milioni di dipendenti. Ancora in attesa di rinnovo altri 39 accordi, che riguardano 4,7 milioni di lavoratori.
"I dati confermano che la crisi, nel senso di calo dell'occupazione è praticamente terminata", dice a CNRmedia l'economista Giacomo Vaciago. "Il costo del lavoro cresce e marginalmente negli ultimi mesi crescono anche le buste paga dei lavoratori dipendenti, in particolare con la grande industria - prosegue . - paradosasalmente aumenta il divario: chi sta già bene non ha perso il posto e eventualmente è tutelato dalla cassa integrazione. E viceversa giovani e donne che sono precari perdono il posto di lavoro precario che avevano".
CNRmedia - 29/07/2010