Cronaca
Ai microfoni di CNR Media l'appello di Guido, ex marito della donna uccisa a Milano da un bus il 10 agosto. La sua intenzione: capire cos'è successo, e dare il giusto risarcimento alle sue figlie. Non per vendetta, ma per spirito di verità.
Sul nostro sito ne avevamo già parlato. Si tratta di un incidente avvenuto lunedì 10 agosto a Milano, in centro. Una donna alle 18,40 venne investita ed uccisa da un autobus della linea 67 con una dinamica dei fatti che ancora oggi appare confusa, piena di forse, di dubbi, di imprecisioni. E proprio per questa ragione Guido, il suo ex marito e padre delle sue due figlie, ha deciso di indagare su quella che chiama una "verità oggettiva". CNR Media lo ha sentito per aiutarlo a diffondere il suo appello.
Guido da alcuni giorni sta cercando i testimoni oculari di quel brutto incidente, ha anche appeso dei cartelli in Piazza Wagner, dove è successo tutto, nella speranza che fra chi passa di lì tutti i giorni per andare al vicino mercato o per prendere la metropolitana si ricordi qualcosa, e glielo voglia raccontare. E qualcuno c'è, alcuni testimoni che gli hanno parlato.
"Se c'è una battuta purtroppo triste, mia moglie per cinquant'anni è sempre e solo passata sulle striscie pedonali col verde. E' bene che ci sia una precisa ricostruzione affinchè la memoria di un'insegnante sempre ligia rimanga tale nella mente delle mie due figlie e perchè ci sia quel legittimo rimborso che spetterà a loro". E solo a loro ha tenuto a precisare Guido, dato che loro erano divorziati.
In un primo momento il racconto dell'incidente era uno solo, ma ai familiari "la dinamica lascia posto a tantissimi dubbi". Due su tutti: "perchè il bus viaggiava a velocità sostenuta? Pechè non è riuscito a sterzare in tempo e ha dovuto fare la curva talmente larga da falciare un pedone e rovinare addosso ad altre automobili per poi schiantarsi addosso alla metropolitana?". "C'è un testimone che ha detto in maniera chiara e precisa che lui non si è accorto di aver messo sotto un pedone, che sono stati altri a dirglielo." A questo punto, continua Guido, "è importante che ci siano tante informazioni affinchè le autorità possano ricostruire l'accaduto".
Il problema è che "le persone erano tante ma invevitabilmente se sentiamo un botto e ci voltiamo siamo testimoni, ma due secondi dopo. Di quelli ne ho trovati tanti. Ma ciò che conta è trovare persone che abbiano visto il durante".
Questa lotta verso la verità non è fine a se stessa. Come ha detto Guido "non voglio trovarmi nella condizione di subire delle descrizioni che sono carenti e non aver fatto nulla per aiutare gli investigatori ad avere le necessarie informazioni". Non si tratta di vendetta, ha tenuto a precisare, ma di puro spirito di giustizia.
Chiunque avesse visto l'incidente o fosse in grado di fornire qualsiasi informazione è invitato a scrivere all'autore dell'articolo.
Niccolò Davini
(CNR Media - 21/08/09)