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MORTO IN CARCERE PER NON ESSERSI FERMATO A UNO STOP


Cronaca

Carlo Esposito aveva 41 anni, faceva il bidello ad Asti. Tutti lo conoscevano come "Carlone". È morto in galera, condannato a due anni di carcere per non essersi fermato a un alt dei carabinieri. Era incensurato e aveva problemi psichici. Lo hanno condannato a morte.


Carlo Esposito aveva 41 anni, faceva il bidello ad Asti. Tutti lo conoscevano come "Carlone". È morto in galera, condannato a due anni di carcere per non essersi fermato a un alt dei carabinieri. Era incensurato e aveva problemi psichici. Lo hanno condannato a morte.

Martedì 1° settembre nell'infermeria del carcere torinese "Lorusso-Cutugno" delle Vallette è morto, per arresto cardiaco, Carlo Esposito. 41 anni, bidello dell'Istituto Professionale "Castigliano" di Asti, molto conosciuto in città, Esposito viene arrestato il 24 giugno scorso per non essersi fermato con l'auto di piccola cilindrata all'alt dei carabinieri, insospettiti da alcune manovre azzardate del conducente.
 
Carlo Esposito, incensurato, risultava affetto da una serie lunga e grave di patologie quali: schizofrenia, diabete, ipertensione ed obesità, con un passato, certificato, di ischemie e di TSO (Trattamenti Sanitari Obbligatori).
 
Al Tribunale di Asti, nel celebrare, il 25 giugno, il rito per direttissima che sfocia in una condanna "esemplare" a 26 mesi di reclusione per resistenza a pubblico ufficiale, pare considerate le patologie fisiche e mentali dell'imputato. Patologie che vengono immediatamente evidenziate al carcere Quarto d'Asti, tanto che Esposito viene spostato con urgenza alle Vallette di Torino, nel reparto psichiatrico. Le cronache giornalistiche riferiscono che il detenuto avrebbe inviato lettere dal carcere torinese, denunciando che gli sarebbero stati somministrati farmaci diversi da quelli usati normalmente, non idonei o a dosaggi sbagliati, che comunque gli avevano procurato disturbi e malesseri.
 
Donatella Poretti (senatrice Radicale/Pd) e Bruno Mellano (presidente di Radicali Italiani) hanno dichiarato: "Si tratta di un caso esemplare dell'ordinaria follia della giustizia italiana. Davvero un caso eloquente ed eclatante. Anche per questo, abbiamo chiesto con l'interrogazione, che il Ministro della Giustizia invii i suoi ispettori per verificare la dinamica dei fatti: a noi, dalle convergenti ricostruzioni giornalistiche, sembra veramente intollerabile che un cittadino incensurato e affetto da gravi patologie certificate possa finire in carcere per resistenza a pubblico ufficiale e uscirne morto. Occorre fare chiarezza sull'episodio, non solo per verificare le singole responsabilità, ma per conoscere e capire i meccanismi infernali che governano la macchina giudiziaria italiana."
 




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