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TAV: FERRENTINO (COMUNITA' MONTANA), GOVERNO RISOLVA QUESTIONE


Cronaca

Un dialogo fra Pdl e Pd per risolvere la questione Tav in Valsusa, dove si è arenato il progetto della Torino-Lione. Alla base dell'immobilismo, la mancanza di un accordo fra le comunità montane che dovranno ospitare la nuova infrastruttura e il blocco dei fondi destinati ai lavoro: 200 milioni di euro per il nodo di Torino.


Un dialogo fra Pdl e Pd per risolvere la questione Tav in Valsusa, dove si è arenato il progetto della Torino-Lione. Alla base dell'immobilismo, la mancanza di un accordo fra le comunità montane che dovranno ospitare la nuova infrastruttura e il blocco dei fondi destinati ai lavoro: 200 milioni di euro per il nodo di Torino.

A proporre un confronto fra Pd e Pdl, il sindaco di Torino Sergio Chiamparino, del presidente della Provincia Antonio Saitta e dei parlamentari Stefano Esposito, Giorgio Merlo e Magda Negri. La Regione Piemonte ha proceduto poi ad una razionalizzazione delle comunità montane, costituendo una comunità montane ogni tre. Ognuna, però, sulla questione Tav ha una posizione diversa.

"La comunità montana è estremamente importante per la definizione della Torino-Lione e per questo motivo si chiede un accordo fra Pd e Pdl" - spiega Antonio Ferrentino, Presidente della Comunità Montana della bassa Val Susa ed esponente di punta dei sindaci contrari alla Tav, ai microfoni di CNR Media - "La comunità montana, però, non deve gestire la Tav, le posizioni degli amministratori locali sono diverse, ma solo il tavolo tecnico di Palazzo Chigi e l'osservatorio sulla Tav possono dirimere questa questione. Sui cinquanta comuni interessati dal progetto, solo tre o quattro sono radicalmente contrari, una ventina è favorevole a prescindere, un'altra ventina vuole comprendere quali sono le possibilità di inserire quest'ennesima infrastruttura sul territorio". Sulla linea ferroviaria Ferrentino spiega: "La linea Torino-Lione esiste già, forse qualcuno non lo sa. Ci passano i Tgv a 200 chilometri all'ora, ma questa linea è utilizzata al 30% delle sue possibilità, perché manca una politica nazionale che favorisca il ferro alla gomma. Finora si è sempre favorito il trasporto su gomma che su rotaia". Attenzione poi ai rischi ambientali: "Se un progetto si fa insieme col territorio, si possono trovare delle soluzioni che non siano distruttive. E' chiaro che se viene fatto dalle ferrovie italiane che sono notoriamente insensibili e incapaci di fare qualsiasi progetto che sia sostenibile dal punto di vista ambientale, sarebbe un disastro immano. Dobbiamo fare in modo che in ogni caso non siano le ferrovie italiane a portare avanti la partita".

CNR Media - 25/09/09




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