Cronaca
Ai microfoni di CNRmedia Marco Baranello, fondatore della psicologia emoto-cognitiva, analizza il problema delle violenze sessuali fra minori. "La prevenzione non va cercata nell'educazione sessuale, che anzi se fatta male può portare a una situazione peggiore"
Hanno solo 10 anni, ma sono stati incriminati per stupro su una bambina di otto. Succede in Gran Bretagna, le violenze sarebbero avvenute a ottobre nella zona ovest di Londra. I due ragazzini compariranno domani davanti al magistrato. E non è il primo caso, non solo OltreManica. Due anni fa in Sardegna vennero fermati e poi affidati a comunità per minori 'difficili' tre ragazzini fra gli 11 e i 13 anni, per violenza sessuale su un'amichetta di 9.
Ne abbiamo parlato con lo psicologo Marco Baranello, fondatore della psicologia emoto-cognitiva. "Sicuramente non è un caso isolato, poi quelli che escono in cronaca sono limitati rispetto alla realtà. Dobbiamo però distinguere i casi di "attenzione sessuale", che sono comunissimi, dalla violenza vera e propria".
"È più probabile - prosegue Baranello - che accada una cosa del genere quando c'è una iperstimolazione non solo dal punto di vista sessuale, ma anche semplicemnte molte attività portano l'organismo a uno stato di ipertensione che poi dovrà scaricare attraverso l'azione motoria. E se c'è in quel momento una stimolo di natura sessuale, può anche sfociare in un'azione motoria violenta a contenuto sessuale".
Molto spesso, davanti a problemi simili, si parla di "prevenire". Ma il vero problema è: come? "La prevenzione non va cercata nell'educazione sessuale, che anzi se fatta male può portare a una situazione peggiore, di esaltazione dei contenuti. Noi dobbiamo invece insegnare che quando si ha una tensione, si sta male, è normale, e che non la si deve scaricare su un oggetto, ma si deve imparare a posticipare le azioni".
CNRmedia 17/12/09