Politica
Il presidente dell'associazione Sergio Marini, ai microfoni di CNRmedia, si dice favorevole alla proposta del Ministro Zaia: "Per quanto riguarda Coldiretti, la sposiamo". Poi polemizza sull'eccessiva differenza tra i prezzi pagati ai produttori di arance e il costo, al supermercato, per i consumatori
"Sono favorevole alla proposta del Ministro Zaia su una etichettatura 'etica' dei prodotti ortofrutticoli. Per quanto riguarda Coldiretti, la sposiamo". Così, ai microfoni di CNRmedia, il presidente nazionale di Coldiretti Sergio Marini commenta la proposta del Ministro dell'Agricoltura di istituire una etichettatura etica sui prodotti ortofrutticoli per combattere lo sfruttamento dei lavoratori stranieri. "Penso - aggiunge Marini - che una etichettatura chiara in cui sia anche riportato tutto il percorso che è avvenuto dal campo alla tavola, anche rispetto all'utilizzo di manodopera, possa essere bene accetta da parte del consumatore. Oltretutto, certificando tutti i passaggi della filiera, potrebbe evitare tutte quelle situazioni di moltiplicazione del prezzo. L'interesse dei produttori italiani e quello che ci sia maggiore trasparenza possibile".
Il presidente di Coldiretti spiega poi come funziona il mercato delle arance soprattutto in relazione al prezzo pagato ai produttori. "Il prezzo delle arance - spiega Marini - è ulteriormente diminuito in questo anno, attualmente vale circa 27 centesimi al chilo per le arance da consumo fresco. Questi prezzi non riescono a coprire neanche i prezzi di raccolta, tanto che molte imprese agricole decidono di lasciare il prodotto sulla pianta, e questo crea meno occasione di lavoro e quindi disagio sociale: questo potrebbe aver influito su quanto è avvenuto in Calabria, anche se bisogna sottolineare che in questo caso ci sono anche fenomeni di situazioni malavitose delle quali tutti siamo a conoscenza".
I prezzi subiscono poi ricarichi sensibili prima di arrivare nei supermercati: "Bisogna ricordare - conclude Marini - che le arance in un giorno vedono il prezzo moltiplicarsi di 4 o 5 volte, arrivando a costare, sui banchi del supermercato, fino a un euro e mezzo al chilo. Le fasi della filiera in cui avvengono i ricarichi maggiori sono quelle della commercializzazione all'ingrosso e della distribuzione".
CNRmedia 10/01/10