Cronaca
Un terzo di miliardo di euro è quanto il Governo Berlusconi spenderà quest'anno per sostenere i giornali italiani. Gli unici tagli decisi da Palazzo Chigi, quello alle tv e alle radio private.
Il taglio certo è di 18 milioni di euro, ma nei corridoi si dice che la cifra complessiva arrivi a più del doppio. Una spesa in meno per il Dipartimento per l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio. Proprio la Presidenza del Consiglio ha stimato, prima dei tagli, in 372 milioni 578mila euro tondi la spesa per l'editoria.
Se anche si pensa che sono stati tagliati 36 milioni, ne rimangono 337,5 stanziati. Per chi? Per la carta stampata, i giornali di partito e le cooperative dei giornalisti. Il tutto a dimostrare che questa mossa non ha alcun senso in termini di bilancio.
Va anche detto che i fondi per l'editoria non sono solo quelli dati direttamente dal Governo. Esistono anche delle forme di finanziamento passive: sconti, recuperi su voci di spesa. Prima fra tutte, quella sulle spese postali, vale a dire sconti fatti dalle poste alle testate e pagati direttamente dallo Stato. Oltre a questi vanno contati anche gli sconti sui telefoni, sull'elettricità e su altre spese minori.
I DATI SUI FINANZIAMENTI
Nel 2006 i grandi gruppi editoriali privati si sono spartiti le fette più grosse. Mondadori ha ricevuto 30 milioni, RCS - Corriere della Sera 23 milioni, Il Sole 24 Ore 19 milioni, il gruppo Espresso-Repubblica 16 milioni e La Stampa 7 milioni.
Ma quotidiani e periodici hanno anche diversi editori. Ci sono le cooperative dei giornalisti. In questo campo capofila è il Manifesto, che nel 2007 ha ricevuto più di 4.350.000 euro, seguito dal quotidiano della Cisl, Le conquiste del Lavoro, con quasi 3.350.000. Seguono L'Avanti, il Corriere di Forlì e Corriere mercantile: poco più di 2 milioni e mezzo ciascuno. Gli altri 34 quotidiani o periodici minori hanno preso poco più di mezzo milione.
Altro campo quello dei quotidiani il cui editore sia di proprietà per la maggioranza di cooperative. Qui Libero, sempre sui dati del 2007, è in testa con quasi 7milioni 800mila euro, poi viene l'Avvenire con con circa 6milioni 150mila euro, Italia Oggi con 5milioni 200mila e CronacaQui.it con 3milioni 700mila euro. In tutto 18 testate che si sono spartite quasi 50 milioni. Anche in questo caso ci sono testate minori, 139, con finanziamenti che generalmente andavano oltre i 100mila euro.
I quotidiani di partito non sono da meno: all'Unità (ex DS) sono andati oltre 6milioni 300mila euro, a La Padania (Lega Nord) circa 4milioni, a Liberazione poco meno, a Europa (ex Margherita) quasi 3milioni 600mila euro, al Secolo D'Italia (ex AN) quasi 3 milioni, al Campanile (Udeur) circa 1milione 150mila euro. Outsider sono gli ex quotidiani politici diventati cooperative: Il Foglio ha preso quasi 3milioni 800mila euro, il Nuovo Riformista e Il Roma più di 2milioni e mezzo, il Denaro poco meno.
Anche all'estero c'è chi gode di finanziamenti italiani. Nel 2007 il Corriere Canadese ha ricevuto poco meno di 3milioni di euro, America Oggi e Il Globo poco più di 2milioni e mezzo.
Il capitolo delle radio e delle TV, che da quest'anno sparirà, nel 2007 aveva cifre al confronto irrisorie. 104 TV locali prendevano tutte assieme meno di 3 milioni di euro, 150 radio circa 13 milioni: unici casi particolari quelli di Radio Radicale (Partito Radicale) che prendeva poco più di 4 milioni e di Ecoradio (Verdi) che prendeva circa 3milioni 350mila euro.
Ecco i link ai dati
CNRmedia 02/03/2010