Cronaca
Il Consiglio di Stato ha imposto al ministero delle Politiche agricole di concedere a Silvano Dalla Libera, vicepresidente dell'associazione Futuragra, il permesso di coltivare mais OGM. "Se non avremo l'ok, faremo una class action, dice a CNRmedia Dalla Libera.
"Le sementi sono già ordinate, speriamo che arrivi l'autorizzazione a seminare. Noi aspettiamo fin al 19 marzo, quando scadono i 90 giorni che il ministro Zaia ha per darci il via libera, dopodiché se non ci daranno l'ok, faremo una class action e chiederemo i danni". Così a CNRmedia Silvano Dalla Libera, agricoltore di Pordenone e vicepresidente dell'associazione Futuragra, a cui il 19 gennaio scorso il Consiglio di Stato con una sentenza ha concesso di seminare una varietà di mais OGM contenuta nel catalogo europeo. Il Tar ha concesso 90 giorni di tempo al ministero dell'Agricoltura per dare il via libera.
Nel frattempo, "miglia di richieste da tuta Italia stanno arrivando a Roma - prosegue Dalla Libera - Saremo migliaia, anche Confagricoltura e Confeuro sono con noi, assieme a tutte le associazioni fuoriuscite da Coldirettti perchè non ne condivono le politiche", aggiunge l'agricoltore."Oggi noi coltivatori del mais siamo la forza più numerosa soprattutto in termini di ettari: il mais è coltivato su un milione di ettari ed è necessario per l'allevamento bovino", aggiunge Dalla Libera sottolineando che l'attuale produzione non riesce nemmeno a coprire il fabbisogno nazionale.
Il mais OGM consentirebbe di aumentare i raccolti e portare l'utile " 3 -400 euro all'ettaro per gli agricoltori, secondo una sperimentazione di qualche anno fa dell'Inram, un ente pubblico". Controindicazioni non ce ne sono "perchè i mais OGM contenuti nel catalogo europeo perchè hanno superato molti esami e sono coltivati anche in Europa", conclude Dalla Libera, auspicando che presto anche in Italia vengano introdotte patate OGM per usi industriali come la produzione di cellulosa.
CNRmedia - 09/03/2010