MUSICA: NO DI MC CARTNEY E AC/DC A SAN SIRO PER LIMITI DECIBEL, TROTTA, "RISPETTO PER I FAN DEL ROCK"
Cultura e Spettacolo
Claudio Trotta della Barley Arts spiega a CNRmedia il no degli Ac/Dc a San Siro, che si aggiunge a quello di McCartney: "La band ha considerato inadeguati i limiti al volume. In questo paese chi va ai concerti viene considerato fuorilegge o gente che fa rumore".
Dopo la rinuncia a suonare a San Siro da parte di Paul Mc Cartney e Ac/Dc per i limiti imposti al volume nello stadio milanese, Claudio Trotta della Barley Arts, organizzatore dei tour della rock band australiana racconta a CNRmedia: "E' stata una decisione congiunta, io ho spiegato agli Ac/Dc che allo stadio di San Siro non si possono superare dei limiti di volume che il gruppo ha considerato inadeguati. Per rispetto verso il pubblico e verso chi sta sul palco". "San Siro, che ha una magia straordinaria, pero' dal punto di vista acustico non è di facile utilizzo - continua Trotta - necessita di un certo tipo di pressione sonora. E se non c'è questa pressione in molte parti dello stadio, in particolare nel prato e al terzo anello, si fa fatica a sentire. A queste condizioni non si puo' lavorare".
Il promoter è amareggiato per la situazione dei concerti a Milano e si sfoga: "Bisogna che cambi qualcosa. Nonostante a Milano ci sia grande attenzione verso questi temi da parte dell'assessore agli Eventi Giovanni Terzi, il problema è a monte. C'è una sorta di lobby trasversale, da destra a sinistra, che continua a considerarci una banda di disgraziati, di avvelenatori delle menti e della salute delle persone". Le istituzioni secondo Trotta non capiscono il potenziale economico dei grandi eventi musicali al Meazza: "Quando c'è un concerto di un grande artista a San Siro gli alberghi sono sempre pieni, c'è un grande indotto economico per tutta la città. Ma evidentemente sono piu' importanti altre logiche che a me sfuggono". L'organizzatore, già sotto processo per lo sforamento di 20 minuti di Bruce Springsteen nella sua esibizione a San Siro nel giugno 2008, riflette su come viene considerato il rock in Italia: "Nonostante milioni di persone al mondo partecipino ai concerti e nonostante la musica dal vivo generi benessere psicologico e economico, in questo paese e in particolare in questa città, i fruitori della musica dal vivo, gli artisti e i promoter sono considerati alla stregua di fuorilegge o gente che fa rumore".
CNRmedia 16/01/10