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BOLIVIA, AL VIA CONFERENZA 
CAMBIAMENTO CLIMATICO


Esteri

Evo Morales ha inaugurato ufficialmente la Conferenza dei popoli sul Cambio Climatico e i Diritti della Madre Terra di Cochabamba al grido di “Pachamama o muerte” di fronte a una folla entusiasta di 20mila persone.


Evo Morales ha inaugurato la Conferenza di Cochabamba al grido di “Madre Natura (Pachamama in lingua aymara) o morte”, criticando le Nazioni Unite perché usano piatti di plastica e l’Europa che in 50 anni avrà una società di calvi per colpa di alimenti geneticamente modificati. Ha incitato poi a non bere Coca Cola e a non indossare abiti sintetici, profetizzando infine un mondo di omosessuali per colpa del pollo agli ormoni.

E’ stato un vero e proprio show il discorso di apertura del presidente boliviano. Nell’intervento, durato 52 minuti, forse nel tentativo di emulare il “leader maximo” ma con argomenti alquanto puerili, l’ex sindacalista dei cocaleros ha dichiarato morte al capitalismo per tornare ad una vita in armonia con la natura secondo le tradizioni dei popoli indigeni. Una folla di oltre 20mila delegati da 136 Paesi del mondo (anche se tra loro figuravano, con tanto di accreditamento, diverse centinaia di commilitoni dell’esercito, della marina e perfino dell’areonautica boliviana?!) ha fatto da cornice alla cerimonia ancestrale in cui gli sciamani, in rappresentanza dei popoli dei 5 continenti hanno chiesto il permesso al Padre Cosmo e alla Madre Terra di raccogliere consensi in difesa della natura e dell’umanitá.

Il rito collettivo è poi proseguito con le dichiarazioni di esponenti politici o membri di organizzazioni in rappresentanza di Europa, Asia, Africa, Nordamerica e delle Nazioni Unite, quest’ultimo interrotto più volte dai fischi polemici dei partecipanti. Non erano presenti altri capi di Stato. L’inaugurazione si è conclusa con il colorito discorso di Morales, che con aneddoti della sua vita ha divertito una folla gongolante alle accuse, abbastanza ingenue e allo stesso tempo populiste, ai simboli del capitalismo.

La giornata è proseguita con i panel dei grandi personaggi come Frei Betto, Vandana Shiva, l’ambientalista statunitense Bill McKibben, l’attivista della rivolta dei trattori in Francia José Bové. E’ proseguito anche il programa degli oltre 170 eventi autogestiti, tra conferenze, seminari e incontri, cosí come i 17+1 tavoli di lavoro (il Presidente nel suo discorso non ha citato l’autoproclamatosi 18mo tavolo sulle ombre della Bolivia), che hanno registrato problemi per l’eccessivo numero di partecipanti, nonché per la mancanza di metodologie di lavoro preordinate. La sensazione, confermata da piú parti, è stata quella di una marcata disorganizzazione e dell’assenza di un vero dialogo e scambio di esperienze tra i vari organi ed attori della conferenza. Per i giudizi peró aspettiamo domani, quando i gruppi di discussione presentaranno il documento unico finale.

Annibale Ferrini CNRmedia 21/04/2010




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