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Per i mass media americani, dietro al blackout che ha paralizzato ieri notte 18 stati del Brasile lasciando al buio 40 milioni di persone, ci potrebbe essere un attacco di hacker.
Per i mass media americani, dietro al blackout che ha paralizzato ieri notte 18 stati del
Brasile, ci potrebbe essere un attacco di hacker. In un servizio andato in onda proprio domenica scorsa, la Tv americana CBS suggeriva che i due grandi blackout del 2001 e del 2004 che hanno colpito la rete elettrica brasiliana fossero da attribuire non ai ''problemi meteorologici'' addotti dal governo di Brasilia ma a hacker penetrati nel sistema di controllo dell'energia. Esperti brasiliani e internazionali mettono in questione le affermazioni delle autorita' brasiliane, secondo le quali i blackout (compreso quello di ieri notte) sarebbero dovuti a forti tempeste tropicali o a fulmini caduti sulle centrali di smistamento dell'alta tensione.
''In realta' soltanto uragani, trombe d'aria, terremoti, aerei che precipitano o altri incidenti estremamente gravi e altamente improbabili, soprattutto in Brasile, non sono previsti nei piani di sicurezza delle centrali elettriche e della rete di distribuzione - spiega Ildo Sauer, professore di elettrotecnica dell'Universita' di San Paolo - Semplici fulmini non spiegano certo un blackout, il sistema e' progettato per rimanere stabile anche con forti perturbazioni climatiche''.
Capacita' confermata da Marcio Zimmermann, sottosegretario del ministero dell'Energia di Brasilia. ''Questa volta pero' - spiega l'esecutivo - abbiamo avuto tre incidenti simultanei; il
sistema ha messo in atto una serie di meccanismi di sicurezza e si e' interrotto per evitare il sovraccarico, tant'e' vero che appena quattro ore dopo gli incidenti, fatte le opportune
verifiche, abbiamo potuto far ripartire tutta la rete''.