Esteri
Almeno 125 balene sono morte tra ieri e oggi, arenate in due spiagge neozelandesi. Circa sessanta gli esemplari salvati, decine i volontari impegnati nelle operazioni di soccorso.
Disastro ambientale in Nuova Zelanda, con la morte di più di cento balene, arenate tra ieri e oggi nelle spiagge di Colville e Farewell Spit, rispettivamente nella penisola di Coromandel e nell'isola meridionale del Paese. Ignote per ora le cause del maxi-spiaggiamento, decine di volontari sono all'opera per riportare gli esemplari in buone condizioni di nuovo al largo, mentre gli altri cetacei vengono tenuti in vita con il continuo ricambio di asciugamani bagnati con cui tenere umido il loro corpo. Delle 63 balene a Colville 42 sono state salvate, ma per le 105 sull'isola del Sud non c'è stato nulla da fare. I soccorritori hanno dovuto sopprimere una trentina di esemplari agonizzanti.
Si consuma così ennesima strage per questa specie sempre più vicina all'estinzione.
A sterminare questi magnifici animali in primo luogo la caccia, che è ancora permessa in diversi paesi e quella di frodo. Poi l'inquinamento, che avvelena il mare e che porta al surriscaldamento delle acque, creando correnti che deviano il percorso dei mammiferi. Infine l'inquinamento acustico provocato dal traffico navale, con l'utilizzo di sonar che confondono i segnali tra gli esemplari pilota.
CNRmedia 28/12/2009