Notizia del Giorno
A CNRmedia il racconto di un altro dei 245 profughi eritrei deportati nel campo di prigionia Al Braq in Libia. Ora il timore è quello di rappresaglie in attesa della visita dell'ambasciatore eritreo. Il Governo italiano sta cercando una mediazione con i rappresentanti libici.
Al telefono si qualifica come Daniel. Per il secondo giorno consecutivo siamo riusciti a metterci in contatto telefonicamente con i cittadini eritrei deportati in un campo di prigionia nel deserto libico.
Ecco cosa ci ha detto:
Qual è la situazione?
1- "Siamo lasciati completamente soli, nessuno ci dice nulla. Abbiamo notizie da Tripoli che l'ambasciatore eritreo vuole venire qui. E siamo terrorizzati per questo. Perché il motivo per cui ci hanno mandati qui è che ci siamo rifiutati di firmare i documenti dell'ambasciata e ora l'ambasciata vuole venire qui. Chiediamo l'aiuto di qualche organizzazione umanitaria, non vogliamo vedere nessun funzionario del governo eritreo"
Avete cibo, avete assistenza medica?
2 - "Acqua e cibo non bastano. Cerchiamo di far durare quello che abbiamo. Nemmeno ci sono posti per dormire o bagni. E la temperatura è altissima. Non abbiamo nessuna assistenza medica. Molta gente è ferita, con braccia rotte, con gambe rotte. Non abbiamo nessuna notizia da tre giorni, da quando abbiamo visto l'ultima volta il direttore di questa prigione"
La comunicazione si è poi interrotta…
CNRmedia - 06/07/2010