Studenti universitari sul piede di guerra in vista dell'approvazione, alla Camera dei Deputati, del ddl Gelmini che riforma il sistema degli atenei. Mentre il Governo mercoledì andava ancora sotto su un emendamento dell'Udc alla Camera, in giornata un gruppo di universitari è entrato a Palazzo Madama e ha cominciato a lanciare uova contro il secondo ingresso della sede del Senato.
Le forze di polizia hanno respinto la protesta e hanno chiuso il portone del Senato: la manifestazione è però continuata all'esterno, tra lanci di uova e lacrimogeni, con la polizia schierata in assetto antisommossa.
La manifestazione è proseguita, dando vita ad un corteo spontaneo diretto verso Palazzo Grazioli, la residenza romana del Premier Berlusconi. Al grido di "dimissioni, dimissioni" un folto gruppo di manifestanti ha tentato di forzare un cordone della polizia, che ha risposto con i manganelli. ''Alcuni manifestanti, forse piu' di una decina, sono rimasti feriti durante gli scontri con le forze dell'ordine in via di San Marcello'' riferiscono alcuni studenti presenti agli scontri. Più di uno studente è stato fermato dalla polizia che cercava di sbarrare la strada al corteo con un blindato.
Sit in e manifestazioni sono in corso in tutta Italia fin da martedì, mentre alla Camera prosegue l'esame della riforma. Vediamo le mobilitazioni città per città.
Roma. I collettivi della Sapienza di Roma, che da martedì occupano le facoltà di Fisica, Ingegneria, Igiene e Scienze Politiche, quelli di Tor Vergata e Roma3 hanno annunciato un nuovo sit-in a Montecitorio anche per giovedì.
In piazza Borghese, a Roma, una trentina tra studenti e ricercatori precari, hanno occupato il tetto della sede della Facoltà di Architettura, minacciando di rimanervi fino a quando non verrà revocato il decreto. Pier Luigi Bersani, leader del Partito Democratico, è salito con loro sul tetto in segno di solidarietà.
Torino. Sono otto i picchetti informativi davanti alle sedi di facoltà, mentre mercoledì si è tenuta l'assemblea dell'ateneo con lo slogan "Se ci bloccano il futuro, noi blocchiamo l'università". Studenti e ricercatori hanno occupato martedì sera i binari alla Stazione Porta Nuova; una ventina di loro protesta dal tetto di Palazzo Nuovo, sede delle Facoltà umanistiche.
Milano. Precari della ricerca e studenti in protesta sui ballatoi della Statale, mentre al Campus Bovisa del Politecnico sono state organizzate manifestazioni, mostre e conferenze durante tutta la nottata. Autogestioni e occupazioni in alcuni licei della città e della provincia.
Pisa. 11 facoltà riunite in assemblea; le facoltà di Scienze, Scienze Politiche, Lettere e Ingegneria sono occupate dal pomeriggio di martedì. Gli studenti hanno bloccato i cinque ponti sull'Arno, ostacolando il traffico cittadino, e poi si sono diretti in corteo per le principali vie della città. Hanno occupato anche l'areoporto per alcune ore.
Padova. Ricercatori sono saliti sulla Torre della Specola, simbolo della ricerca scientifica, e hanno srotolato uno striscione. Un corteo, formatosi alla stazione di Padova, è stato oggetto di scontri con la polizia sul cavalcavia di Chiesanuova, mentre stava tentando di raggiungere la torre per unirsi alla protesta dei ricercatori.
Genova. Gli studenti e i ricercatori hanno dato vita a una assemblea che si sta preparando alla mobilitazione.
Perugia. Una decina di studenti è salita sul tetto della mensa dell'Università degli Studi.
Palermo. Rimane occupata la facoltà di Lettere e Filosofia e sedici istituti superiori.
Bologna. Blocco e sciopero delle facoltà di Lettere e Filosofia. Anche alcuni licei e scuole superiori aderiscono alle proteste.
Bari. Studenti e professori si presenteranno con il lutto al braccio durante le sedute di laurea.
Firenze. Nella notte tra martedì e mercoledì, sono state occupate diverse sedi del Polo Scientifico e la facoltà di Matematica, dove, con la collaborazione dei docenti, sono state svolte maratone notturne di lezioni. In tutta la Toscana, palestre occupate e assemblee negli istituiti superiori.
Previste mobilitazioni anche a Venezia e Napoli.
Secondo la Cgil la riforma che tra mercoledì e giovedì è all'esame della Camera potrebbe essere ancora più penalizzante di quella approvata in Senato a fine luglio. Con una nota la segreteria nazionale giudica il testo "addirittura peggiorato rispetto a quello uscito dal Senato, che si abbatterà sul sistema universitario con effetti devastanti".
Per questa ragione il sindacato guidato da Susanna Camusso chiede "un atto di responsabilità a tutte le forze politiche: si sospenda la discussione, il governo ritiri il ddl, si dia luogo ad una discussione partecipata".
CNRmedia - 25/11/2010
"Se il ddl Gelmini verrà approvato alla Camera, tutti gli atenei saranno occupati" spiega a CNRmedia Giorgio Paterna, coordinatore dell'Unione degli Universitari."I ricercatori umiliati vengono umiliati con questo ddl - prosegue - diventano ricercatori a tempo determinato. Vengono precarizzati anche i progetti di ricerca in sé. I ricercatori sono spinti a fare progetti di ricerca di breve durata per riuscire ad ottenere il rinnovo del contratto, ciò significa ammazzare la ricerca". E conclude: "Il disegno di fondo è quello di spostare il binario dell'istruzione dal carattere pubblico a quello privato".