Politica
Pronti centomila spot audio e video che verranno trasmessi nell'arco di dieci giorni. La protesta annunciata a Roma dall'associazione che riunisce le emittenti radiofoniche e televisive. Intanto Berlusconi annulla, a sorpresa, interviste programmate con emittenti locali. CLICCA E GUARDA LO SPOT
Radio e tv sul piede di guerra contro i tagli al settore decisi settimana scorsa con l'approvazione definitiva, da parte del Parlamento, del decreto Milleproroghe. AERANTI-CORALLO, l'associazione che riunisce le emittenti radiotelevisive, ha annunciato stamattina la messa in onda di centomila spot per chiedere al governo un passo indietro.
GUARDA LO SPOT
L'intervista a Marco Rossignoli
presidente Aeranti
coordinatore Aeranti - Corallo
GUARDA IL VIDEO
La soppressione delle provvidenze editoria mette a rischio le attività di informazione delle radio e tv locali, già in difficoltà per la crisi economica, con la conseguente perdita di molti posti di lavoro dei giornalisti impiegati; tale perdita di posti di lavoro si estenderà inevitabilmente alle agenzie di informazione radiotelevisiva.
L'intervista a Luigi Bardelli
presidente Associazione Corallo
GUARDA IL VIDEO
Tale soppressione avviene con efficacia retroattiva a decorrere dal 1° gennaio 2009, cagionando gravi problemi alle imprese, in un periodo di forte crisi delle vendite pubblicitarie, che contavano su tali provvidenze cui avevano diritto in base alla legge.
Un provvedimento per di più incostituzionale, secondo AERANTI-CORALLO, per la sua retroattività e la disparità di trattamento operata con i giornali di partito, che conservano invece il diritto alle provvidenze.
AERANTI-CORALLO chiede che il provvedimento possa essere ripensato, al fine di recuperare un sostegno che non rappresenta un onere rilevante per lo Stato, mentre per le imprese radiotelevisive locali costituisce una misura di garanzia del pluralismo informativo e dell'occupazione nel comparto.
CNRmedia - 02/03/2010