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I compagni di carcere di Sani Mbarka Ben Garci, il quarantaduenne tunisino lasciatosi morire di fame nel carcere di Pavia, scrivono al legare dell’uomo, l’avvocato Aldo Egidi, e in una lettera pubblicata dalla Provincia Pavese, denunciano di aver assistito alla lunga agonia del nordafricano: “una morte – si legge nella lettera – lenta e umiliante, come di un prigioniero in un campo di concentramento”. Accuse respinte dalla direttrice del penitenziario, Iolanda Vitale, che replica: “Nel nostro istituto vengono rispettate la dignità e i diritti delle persone, detenuti che hanno vissuto con il loro compagno fino alla fine possono testimoniare come siano stati i suoi ultimi giorni. Sulla vicenda è stata aperta una indagine della procura di Pavia con l'ipotesi di omicidio colposo.