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A UN PASSO DAL NUCLEARE?


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L'Italia si avvicina al nucleare? Si saprà a gennaio quali potrebbero essere le prime due località dove verranno costruite le centrali. Lo ha annunciato il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Stefano Saglia.


Conto alla rovescia per il ritorno del nucleare in Italia. Si saprà a gennaio quali potrebbero essere le prime due località dove verranno costruite le centrali. Lo ha annunciato al Meeting di Rimini il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Stefano Saglia. E oggi il Sole 24 ore scrive che uno degli impianti potrebbe essere costruito in un'area del Demanio militare in Toscana. Per il Sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto si tratta di un'ipotesi inverosimile. "È possibile costruire le centrali in qualunque area, ma a me non risulta che la Difesa sia mai stata interpellata per far centrali nucleari in un suo sito", dice il Sottosegretario a CNRmedia.

"Avendo io la delega per il patrimonio della Difesa posso escludere che sia vero - prosegue Crosetto, aggiungendo che  -  a oggi non c'è mai stato nessun passo formale nei confronti della Difesa sul tema centrali nucleari". Si è pensato invece di produrre energia fotovoltaica all'interno dei siti della Difesa : "All'interno di una legge si parlava dell'utilizzo di aree adesso dismesse per installare pannelli fotovoltaici - conclude Crosetto - E ci siamo attivati su questo e abbiamo a anche firmato un protocollo d'intesa con il Ministero dello Sviluppo Economico, ma è tutta un'altra cosa".

Una possibilità che rende il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi è tutt'altro che entusiasta. "Ci opporremmo ad ogni ipotesi di costruzione di una centrale nucleare nei nostri territori", dice ai nostri microfoni. "Noi non siamo favorevoli alle centrali nucleari, perchè ci sono almeno un paio di problemi. Il primo è che si parte con grande ritardo, e questo non ci mette in condizione di attuare anche le direttive comunitarie. Abbiamo un piano energetico regionale che rispecchia il 20-20-20 (ridurre del 20% le emissioni di gas a effetto serra, portare al 20% il risparmio energetico e aumentare al 20% il consumo di fonti rinnovabili n.d.r.) e con questa politica noi vogliamo proseguire".

Intanto a ottobre arriverà sul tavolo del Consiglio dei Ministri un ''decreto per la strategia nucleare''. Ma Alberto Clo, docente di Economia Industriale all'Università di Bologna ed esperto di politiche energetiche, teme che i tempi possano dilatarsi.

"Penso che il percorso sia molto più lento e accidentato. Ci sono ancora adempimenti che la legge prevede e che devono ancora essere rispettati. Innazitutto questa famosa Agenzia per la Sicurezza Nucleare non è ancora stata formalmente costituita. Da questa dipende formalmente tutta la procedura, che richiederà molto tempo, di determinazione dei criteri e individuazione dei siti".

Ci sono anche altri ostacoli: "Vi è un obbligo di legge che la necessità che il governo predisponga un documento in cui sitetizza la strategia energetica nazionale nel rispetto della quale si deve calare al strategia nucleare - aggiunge Clo - .Si tratta di un adempimento sostanziale e non solo di carattere formale. Se poi le imprese, a loro rischio e pericolo, ritengono di voler cominciare ad investire, siamo in un regime di libero mercato e nessuno può impedire loro di farlo", conclude.

CNRmedia - 25/08/2010




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